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Bandi e incentivi · Abruzzo

Abruzzo, aperto lo sportello per sostituire vecchi impianti di riscaldamento: chi può fare domanda

Dal 19 ottobre i residenti in Abruzzo possono presentare online la richiesta di contributo per sostituire alcuni generatori domestici a biomassa o gasolio. La misura regionale si integra con il Conto Termico 3.0, ma l’importo dipende dall’impianto, dalle spese ammissibili e dalla verifica della domanda.

A cura di Pasquarelli Service ·

Bando Abruzzo 2026: vecchio impianto, nuova soluzione e domanda sullo sportello regionale
Grafica originale Pasquarelli Service · Le verifiche prima di scegliere il nuovo generatore e inoltrare la domanda.

La novità: domande aperte dal 19 ottobre

Il 19 ottobre 2026, alle 10, la Regione Abruzzo ha aperto lo sportello telematico dell’avviso per la sostituzione degli impianti di riscaldamento obsoleti. La Regione ha destinato alla misura 3,5 milioni di euro; le domande si presentano fino a esaurimento delle risorse. La disponibilità residua va verificata sullo sportello prima dell’invio. L’avviso era stato aggiornato con la determinazione DPC025/318 del 29 settembre 2026, che ha fissato la nuova data di apertura e approvato i modelli. Questa è la ragione concreta per parlarne ora: chi possiede un impianto ammissibile può preparare una domanda effettiva, non attendere un annuncio.

Per i primi 30 giorni, fino al 18 novembre 2026, hanno precedenza le richieste dei cittadini con ISEE in corso di validità non superiore a 15.000 euro. La precedenza non equivale all’assegnazione automatica del contributo. Anche chi supera la soglia può presentare domanda; l’ordine e l’ammissione seguono le regole dell’avviso. Lo Sportello Digitale regionale è il canale previsto per l’invio.

Chi può accedere e quale impianto va sostituito

Il contributo è rivolto alle persone fisiche residenti in un Comune abruzzese che siano proprietarie, comproprietarie, detentrici o utilizzatrici di un’unità residenziale situata in Abruzzo. La misura riguarda una sostituzione con rottamazione, non la semplice aggiunta di un nuovo apparecchio. Il vecchio generatore deve essere alimentato a biomassa legnosa, come camino aperto, stufa o caldaia a legna o pellet, con potenza al focolare fino a 35 kW e classe ambientale fino a quattro stelle o senza certificazione; è contemplato anche un impianto alimentato a gasolio. Un vecchio impianto a metano, preso da solo, non rientra tra quelli indicati nell’avviso.

La verifica iniziale non si risolve guardando soltanto la targhetta del prodotto nuovo. Occorre identificare il generatore da dismettere, documentarne l’esistenza e la tipologia, verificare che serva il riscaldamento dell’abitazione e pianificarne lo smaltimento. Per alcune combinazioni tra vecchio e nuovo apparecchio valgono ulteriori condizioni: è opportuno confrontare la soluzione proposta con la tabella dell’avviso aggiornato e con le regole GSE del Conto Termico 3.0 prima di impegnarsi con un acquisto.

Nuovi impianti e massimali regionali

L’avviso ammette, a seconda del generatore rottamato e dei requisiti tecnici, nuovi apparecchi a biomassa certificati cinque stelle, pompe di calore e sistemi ibridi. La tabella riassume il tetto del solo contributo regionale, che non è un importo garantito: il calcolo effettivo tiene conto dell’incentivo GSE, delle spese ammissibili e della verifica amministrativa.

Nuova soluzioneMassimo regionale
Stufa a biomassa 5 stelle3.000 €
Termocamino 5 stelle4.000 €
Caldaia a biomassa 5 stelle5.000 €
Pompa di calore elettrica o a gas, anche geotermica6.000 €
Sistema ibrido ammesso5.000 €
Pompa di calore elettrica con fotovoltaico e accumulo, alle condizioni dell’avviso15.000 € complessivi

Attenzione al caso fotovoltaico. Nell’edilizia residenziale il fotovoltaico con accumulo non diventa, per questo, un intervento autonomamente incentivato dal Conto Termico 3.0. È l’avviso regionale a riconoscere quella spesa, come intervento connesso alla sostituzione del vecchio generatore con una pompa di calore elettrica, entro condizioni e massimali propri. Anche la potenza dell’impianto fotovoltaico è limitata rispetto a quella utile della pompa di calore ammessa dal GSE. Va quindi progettato il sistema completo, non sommato a posteriori un impianto solare a una pratica già impostata.

Il “fino al 100%” va letto correttamente

Il contributo abruzzese integra il Conto Termico 3.0: la somma dei due non può superare il 100% delle spese ammissibili, e resta soggetta ai massimali regionali per tecnologia. “Fino al 100%” non significa che qualsiasi preventivo sarà rimborsato integralmente, né che il contributo regionale verrà pagato prima dei lavori. L’avviso prevede l’erogazione a rimborso, dopo la verifica della rendicontazione. Nella domanda il richiedente dichiara inoltre di non beneficiare, per il medesimo intervento, di altri incentivi oltre al Conto Termico, incluse le detrazioni fiscali. Il caso eccezionale di indisponibilità dei fondi GSE ha una disciplina specifica nell’avviso, da valutare solo se si verifica.

Esempio illustrativo, non simulazione di un incentivo reale: se un intervento ha 10.000 € di spese ammissibili e il GSE riconosce 4.000 €, il contributo regionale non può superare i 6.000 € residui; potrebbe essere inferiore se il massimale della tecnologia è più basso o se la Regione non riconosce tutte le voci. Per una stufa, ad esempio, il tetto regionale è 3.000 €. Prima di scegliere tra pompa di calore, biomassa e sistema ibrido occorrono quindi un preventivo analitico e una stima separata dei due incentivi.

Come si presenta la domanda: due fasi distinte

Fase A, richiesta di contributo. Si accede allo Sportello Digitale della Regione Abruzzo con SPID di secondo livello o CIE, anche tramite delegato secondo il modello previsto. Si indicano i dati del richiedente e dell’immobile, quelli del vecchio e del nuovo generatore e un preventivo dettagliato delle spese. Se chi presenta domanda non è proprietario, serve l’autorizzazione del proprietario. È prevista una marca da bollo da 16 euro. La domanda può essere presentata sulla base del preventivo, prima dei lavori; la posizione utile nell’elenco della Fase A è solo una delle condizioni per ottenere il contributo.

Fase B, rendicontazione. Dopo l’intervento, gli ammessi presentano sullo stesso sportello la documentazione GSE, le fatture analitiche e i bonifici, la dichiarazione di conformità, le foto prima e dopo e la prova dello smaltimento del vecchio apparecchio. La spesa finale non può superare di oltre il 5% il preventivo della Fase A. La rendicontazione va completata entro nove mesi dalla comunicazione di ammissione. L’assegnazione effettiva e il pagamento seguono l’istruttoria e la disponibilità del fondo. Le spese possono essere ammissibili se sostenute dal 23 luglio 2026, ma l’intervento deve comunque rispettare tutte le regole della misura e del Conto Termico.

Cosa conviene fare prima di acquistare

Per prima cosa fotografa e identifica il generatore esistente: alimentazione, modello, potenza, classe ambientale quando presente e collegamento al riscaldamento. Chiedi poi un sopralluogo che verifichi dispersioni dell’edificio, terminali, temperatura di mandata richiesta, disponibilità elettrica, spazio, evacuazione fumi ove necessaria e gestione dell’acqua calda. Una pompa di calore può essere una buona soluzione, ma la sua resa e il comfort dipendono dal sistema in cui lavora; un generatore a biomassa richiede invece valutazioni su combustibile, emissioni, canna fumaria e manutenzione. Puoi approfondire la scelta nella nostra guida su pompa di calore e sistema ibrido.

Chiedi al fornitore un preventivo per voci, l’identificazione precisa del prodotto e la documentazione tecnica necessaria al Conto Termico. Concorda prima chi raccoglie foto, documenti di rottamazione, schede e dichiarazioni, perché recuperarli dopo lo smontaggio può diventare impossibile. Se l’immobile è in provincia di Pescara, Chieti, Teramo o L’Aquila, la localizzazione abruzzese è requisito del bando; abitazioni in Molise o Puglia non possono usare questa misura regionale. Il nostro riferimento a Pescara può aiutare a inquadrare l’intervento tecnico e la documentazione. Per la sostituzione e l’integrazione degli impianti consulta anche i servizi pompe di calore e termoidraulica.

Domande frequenti

Posso presentare domanda se ho un ISEE superiore a 15.000 euro?

Sì. Nei primi 30 giorni dello sportello, fino al 18 novembre 2026, hanno però precedenza i richiedenti con ISEE valido non superiore a 15.000 euro. La domanda resta soggetta all’istruttoria e alle risorse disponibili.

Posso sostituire una normale caldaia a metano?

Il vecchio generatore ammesso dall’avviso deve rientrare nelle categorie indicate: biomassa legnosa obsoleta o gasolio. Una caldaia a metano, di per sé, non compare nell’elenco. Il caso di impianti multipli va verificato tecnicamente e nell’avviso.

Il contributo è automatico se invio la domanda?

No. Occorrono posizione utile nella Fase A, intervento conforme, rendicontazione completa nella Fase B, esito positivo della verifica e fondi disponibili.

Posso sommare il bando all’Ecobonus?

No per il medesimo intervento: l’avviso richiede la dichiarazione di non usufruire di ulteriori incentivi oltre al Conto Termico 3.0, incluse le detrazioni fiscali.

Il fotovoltaico è sempre finanziato insieme alla pompa di calore?

No. È una combinazione specifica della misura regionale, con accumulo e vincoli tecnici ed economici. Non è un bonus fotovoltaico autonomo per tutte le abitazioni.

Devo aver già completato i lavori per fare domanda?

No. La Fase A può essere compilata sulla base di un preventivo, prima dell’avvio dei lavori. La Fase B richiede l’intervento completato e i documenti GSE e di spesa; va presentata entro nove mesi dall’ammissione.

Una verifica tecnica prima della pratica

Se devi sostituire un camino, una stufa, una caldaia a biomassa o un generatore a gasolio in Abruzzo, invia a Pasquarelli Service i dati del vecchio impianto e dell’immobile. Possiamo valutare la soluzione impiantistica e aiutarti a capire quali verifiche servono prima di impostare preventivo e domanda.

Fonti e riferimenti

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